Le mie talee di Natale.

13 DICEMBRE 2018

Di solito comincio ad accatastare i regali di Natale a ottobre. Negli anni più lungimiranti, addirittura coi saldi di luglio. Follia? No, è che vedo qualcosa che mi fa pensare a una persona, la compro e la metto da parte. Così mi evito l’arrembaggio agli acquisti disperati del 24 dicembre, ma sopratutto azzecco i regali quasi sempre. Quest’anno invece mi sono trovata a due settimane da Natale senza idee, senza tempo e senza soldi. E adesso cosa faccio?

Il mio pollice è diventato verde da quando vivo a Malpensa.

La colpa non è dell’inquinamento – per quello sarebbe grigio tendente al nero – ma per sopravvivere in una giungla di aerei: io, cittadina DOC, ho scoperto una passione sconfinata per il giardinaggio. E le piante grasse, uniche forme vegetali possibili quando vivevo in appartamento, per la mia propensione a dimenticarmene, sono ora una bella porzione della mia famiglia verde.

Oggi le ho guardate e mi si è accesa la lampadina: “Perchè non farle partorire e regalare la prole alle persone che amo?”. Così sono nate le mie TALEE DI NATALE.

INGREDIENTI:

  • Tutti i vasetti possibili e immaginabili, tipo quelli delle primule o dei bulbi. Io li ho recuperati in giro per casa, garage, cantina e terre abbandonate dai vicini. Mancava solo un giro al terminal.
  • Sassolini o pezzettini di coccio di un vaso sfortunato, da mettere sul fondo di ogni vasetto per un effetto drenante. Ebbene sì, anche le piante sono afflitte dalla cellulite! Le grasse poi…
  • Terriccio. L’ideale sarebbe quello per piante grasse, o un normale terriccio mescolato con sabbia. Non avendolo e abitando a 5 km da qualsiasi forma di attività commerciale, mi sono arrangiata con la vanga: buchi piccoli e sparsi in giardino, così posso sempre dire che è stato il gatto.
  • Coltellino o forbice. Il coltellino è sempre meglio perché dà un taglio più netto, facilitando l’attecchimento della pianta
  • Bacchette cinesi e un po’ di spago o filo, per sorreggere le piantine sghembe
  • Sapone e spazzolino per le unghie, per lavarsi le mani se, come me, si ama il contatto con la terra viva. Se no, un paio di guanti da giardinaggio di trama leggera, ma vanno benissimo anche quelli in lattice monouso.
  • Amore. Ce ne va sempre, quando si tratta di piante. Se c’è, sarà un successo

Procediamo.

Ho scelto le future mamme e ho tagliato i cordoni ombelicali delle figlioline già pronte, quelle che hanno la forma di piante adulte, seppur piccole o microscopiche. Le ho inserite nei vasetti già pieni. Per le piantine molto piccole, basta appoggiarle sulla terra.

Poche gocce d’acqua per compattare il terreno.

Non deve essere troppo pressato, ma nemmeno troppo poco. Se si crea la bolla, ci va un altro po’ di terra. Le piantine più piccole andrebbero tenute “in incubatrice” in casa e maneggiate con molta attenzione, finché non hanno le radici. Se invece sono già grandicelle, possono tornare subito nell’ambiente della pianta madre, che magari in inverno se ne sta in una serretta appoggiata al muro, come a casa mia.

I miei regali di Natale 2018 sono pronti. Poco impegnativi, ma pieni di vita e amore. Pieni di me. Eccoli qua.