Da Chiara a Chiara. Con simpatia.

Ode a Chiara Ferragni

O omonima bionda
dall’aspetto leggiadro,
Che ogni dì sulla rete
Metti i fans a soqquadro
Mentr’io, Chiara castana,
Riordino il mio caos.

Sul web chiunque voglia
studiar tuo fenomeno
Acculturarsi puote
Linkando senza freno
Mentr’io, Chiara aSociale
Imparo a navigare.

Da New York a Parigi,
Da Milano al tuo armadio,
Di look tu detti legge;
Ci manca sol lo stadio
Mentr’io, Chiara un po’ sciatta,
In tuta piscio il cane.

Matilda tua cagnetta
Swarovskij l’ha vestita
D’un fulgido collare,
Ché Dio l’ha già imbruttita
Mentr’io, Chiara cinofila,
vesto a volte in cagnesco.

Col tatuato rapper
Andasti a nozze sicule,
Milion di interazioni,
I fans giù sulle rotule.
Mentr’io, Chiara neosposa,
Del mio contavo i nei.

Pelle di porcellana,
Fisico etereo hai
E chioma fil d’argento
Che tanto t’invidiai
Mentr’io, capello crespo,
Di te son più “insalata”.

Ti si dice “influencer”,
Che poi sta per icona.
Chi invece campa d’arte
Passa più per cogliona:
Icona d’influenzA
Poss’io sperar di farmi?

Riempi le discoteche
D’amiche circondata,
Sembra che tu, immortale,
Non ti sia mai ammalata
Mentr’io, Chiara la mamma,
Ogn’or mi becco un virus.

Dov’è il tuo Leoncino,
Forte di tante tate?
A casa l’hai lasciato
Tra elfi, Fedez, fate;
Non è che al piccolino
Non basta il tuo pupazzo?

Di followers e haters
Come di burattini
Manovri gusti ed estri
Ben oltre i tuoi confini;
Italica beltàde
Crescesti a pastasciutta.

O pastorella del web,
Seguaci ognora semini.
Postando ininterrotta
Tuoi cazzi con cui affascini;
Ad Harvard ti studiaron,
Mentre a Milan copiavi.

“Hai fans aim hier eghein”:
Suona così il tuo inglese.
Di bozze un correttore
Serve, più che a tue occhiaie,
Al tuo blog blasonato,
Per quanto ben stilato.

Quest’ode sa d’invidia,
Ma è una constatazione.
Passiamo ai complimenti
Per obiettiva azione;
Da Chiara a “The blond salad”,
Così ti chiam per nome:

Salve, o dea del selfie!
Volgi lo sguardo oltre
Al tuo telefonino
E guarda tra la coltre
Dei fans tuoi adoranti,
Che sbirciano tua vita.

Racconta lor da dove
Venisti, poverella,
Di come anche tu, dea,
Soffra di cacarella;
Di tue paure sane
Che ben nascoste stanno.

Oh quante volte ad Instagram
Fotar te stessa inizi
E sull’eterno selfie
Cade la stanca mano;
Ahi lassa! Anche tu esausta
Vorresti riposare.

Non puoi, da te s’aspetta
Sorriso sempre nuovo,
Anche se sempre è uguale;
Lo vedo e mi commuovo,
Mi chiedo se sia d’oro
Codesta tua gabbietta.

E’ vera gloria? Ai post (eri)
L’ardua sentenza: noi
Chiniam la fronte al dio
Sòcial, a cui influenza
Solo chi conta davver
Come una Chiara sa dar.